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Dopo il clamoroso fiasco dell'edizione 2008, sinceramente pensavamo che quella serebbe stata l'ultima edizione del Motorshow di Bologna, l'epilogo di una fase discendente che durava ormai da anni mascherata da dati talmente falsati da sfiorare il ridicolo. Quella dello scorso anno rimarrà probabilmente l'ultima edizione del Motorshow in versione faraonica per ostentare, numeri frutto della fantasia e della maestria imprenditoriale di chi ha inventato e portato alle stelle questo carrozzone. Oltre ad essere riuscito a venderlo nel momento migliore, qualche anno fà. Un grande: operazioni del genere non riescono a molti, anzi quasi a nessuno. Fatto stà che da qualche anno il trend della manifestazione aveva voltato decisamente al ribasso. Lo scorso anno in alcuni giorni nei corridoi dei padiglioni, fra uno stand e l'altro, si poteva giocare a pallone, tanta poca era la gente che c'era in giro. Eppure si continuava a blaterare di oltre un milione di visitatori, se era così li hanno nascosti molto bene. Si dava la colpa alla durata del salone, troppo lunga, ma almeno nel fine settimana del Memorial Bettega, unica esibizione seguita con interesse dal pubblico, oltre allo show della Ferrari Formula 1, un po' di gente in giro c'era. Un po' poco tre giorni su undici, ma comunque sempre meglio che niente. Quest'anno sembrava proprio che il Motorshow non si dovesse fare, poi all'ultimo, sono venuti fuori nuovi personaggi che hanno deciso di riqualificare il salone. La durata è stata ridotta a cinque giorni così da ridurre le spese a tutti, gli spazi sono stati venduti a un decimo, o giù di lì, dello scorso anno ed il Motorshow doveva tornare ad essere quello di una volta: il salone dell'Automobilismo Sportivo. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: pochi visitatori ed espositori presenti. La riqualificazione non c'è stata. Come sempre a farla da padrone sono stati gli spettacoli con le corpivendole (oppure chiamiamole ballerine o ragazze immagine) a focalizzare l'interesse di un pubblico che con i motori aveva ben poco a che fare. Tutto è stato gestito in modo approssimativo creando malcontento sia nei visitatori che negli espositori. Tutto è stato gestito al risparmio e nell'improvvisazione: la finale serale del Memorial Bettega che si è conclusa alle 19.15, un'ora e più dopo la chiusura della fiera davanti alle gradinate ormai deserte; i padiglioni in cui probabilmente si è risparmiato anche sulla pulizia serale, per non parlare dei bagni che non abbiamo mai visto così sporchi e puzzolenti. La nascita di nuove manifestazioni organizzate con serietà e competenza da persone appassionate e la stanchezza di un sistema in cui troppi nascondono la loro incompetenza dietro il nome del Motorshow, come se questo bastasse a colmare qualsiasi inefficenza, hanno portato al collasso questa manifestazione. Un salone dell'auto deve essere un salone dell'auto, non qualcosa che si regge su spettacoli pseudo erotici, quando non sfacciatamente e volgarmente erotici. L'attrazione di uno stand in un salone del genere non può, e non deve, essere una ballerina di Lap Dance seminuda che balla al ritmo di una musica a volumi infernali, impedendo di svolgere il proprio lavoro ai, pochi, operatori del settore che hanno il loro stand finalizzato a quello che dovrebbe essere il motivo conduttore della fiera. In un clima del genere non è bastata nemmeno la presenza in pista di uno dei migliori elenchi di piloti che si sia visto al Motorshow negli ultimi dieci anni, o forse anche più. Non è bastata nemmeno la presenza del "fenomeno", quello vero, quello con il numero 46, quel Valentino Rossi che riesce a muovere le folle ovunque vada. E Vale non si è risparmiato. In pista ha dato il massimo, ma onestamente, contro campioni del calibro di quelli scesi in pista quest'anno, più di quanto ha dato sarebbe stato un miracolo. Ma non è bastato nemmeno VALE a riempire le gradinate, meno di quelle degli scorsi anni, eppure con tanti spazi vuoti. Che tristezza pensando a quando bisognava entrare fra i primi e correre fino all'Area 48 per sperare di vedere qualcosa dalle gradinate. Qualcuno fra gli organizzatori diceva che di gente in giro ce n'era tanta il lunedì. In effetti l'unico giorno in cui si è vista un pò di gente. Peccato che essendoci meno della metà dei padiglioni di una volta, la stessa gente in giro significa, nel migliore dei casi, la metà degli ingressi. Una cosa non è cambiata: l'abitudine a dire numeri gonfiati. Si è scritto di 400.000 visitatori già il lunedì. Gesù moltiplicava i pani ed i pesci, a Bologna ci riescono addirittura con i visitatori, in questo si, sono proprio i più bravi!
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